17/02/2026

Società

INTERVISTA AL PRESIDENTE

Parlo da Presidente.

Parlo da uomo del quartiere.

In questi anni abbiamo affrontato difficoltà che tanti nemmeno immaginano.

La più grande? Non avere una struttura tutta nostra.

Non avere un campo “di proprietà”.

Non avere comodità.

Eppure siamo ancora qui.

E non per caso.

Perché oggi il calcio giovanile è pieno di “colossi” che raccontano favole.

Promesse, illusioni, scorciatoie.

E purtroppo tanti genitori ci credono, perché sperano che il proprio figlio possa “salvarsi” diventando calciatore.

Ma il calcio vero non funziona così.

Io lo dico da sempre, con chiarezza:

noi non abbiamo la bacchetta magica.

Non possiamo garantire che un bambino diventi un calciatore professionista.

Quello che possiamo garantire, però, è molto più serio e molto più importante:

✅ un progetto vero

✅ un percorso pulito

✅ un ambiente sano

✅ disciplina, educazione e rispetto

✅ e soprattutto: far crescere prima uomini e poi calciatori

Noi valorizziamo i ragazzi in un modo che oggi è diventato raro:

li mettiamo al centro davvero.

E lo facciamo anche con scelte che non tutti capiscono subito.

In tanti casi, infatti, cerchiamo di dividere i ragazzi in gruppi diversi, in base al livello e alla fase di crescita, per far sì che:

⚽ tutti possano giocare

⚽ tutti possano migliorare

⚽ tutti possano divertirsi

⚽ e soprattutto tutti possano vivere il calcio “alla pari”, senza paura e senza pressioni

E sì: tante volte abbiamo avuto anche discussioni formali con le famiglie.

Perché noi crediamo in una cosa semplice ma fondamentale:

ogni bambino deve vivere la situazione più adatta a lui.

Quella più giusta.

Quella più utile per la sua crescita.

Purtroppo, a volte, alcuni genitori preferiscono percorsi difficili…

percorsi dove il proprio figlio finisce per vivere all’ombra di altri, senza giocare, senza sentirsi importante, senza divertirsi.

Da noi no.

Qui un ragazzo non viene messo in panchina per “fare numero”.

Qui un ragazzo non viene schiacciato.

Qui un ragazzo non viene dimenticato.

Perché i nostri bambini sono figli DI NAPOLI.

E qui, prima di tutto, sono persone.

E sapete qual è la cosa che fa più male?

Quando un ragazzo va via convinto dalle promesse…

e poi fuori si accorge che non è più al centro, ma è solo uno dei tanti.

Fuori spesso i ragazzi non sono persone.

Sono numeri.

E quando non servi più, vieni declassato.

Noi invece restiamo coerenti.

Noi restiamo presenti.

Noi restiamo veri.

Chi vuole illusioni può andare altrove.

Chi vuole un percorso serio, umano, pulito, senza favole… sa dove trovarci.

💙⚽

Il Presidente

Scuola Calcio Arenaccia

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